
Il programma di ritorno a casa Prado, gestito dall’Assicurazione malattia, organizza la transizione tra l’ospedale e la casa per i pazienti la cui ospedalizzazione non è più considerata necessaria. Lanciato nel 2010 per le dimissioni dalla maternità, questo dispositivo copre oggi diversi ambiti: chirurgia, patologie croniche e geriatria. Il suo principio si basa sull’intervento di un consulente dell’Assicurazione malattia direttamente nell’ospedale, prima della dimissione del paziente.
Criteri di idoneità Prado: il team medico decide per primo
L’accesso al dispositivo non dipende da una semplice richiesta del paziente. È il team medico ospedaliero a dichiarare l’idoneità incrociando tre tipi di criteri: lo stato di salute, il grado di autonomia e il contesto sociale del paziente.
Un paziente isolato, senza caregiver a casa e con bisogni di cura complessi, può essere indirizzato verso un’altra soluzione (ad esempio, cure di riabilitazione). Al contrario, una persona autonoma il cui follow-up post-operatorio può essere garantito in città sarà proposta per Prado.
Per comprendere meglio il servizio Prado della CPAM e le sue condizioni di accesso a seconda di ciascun ambito, è necessario distinguere i percorsi per tipo di soggiorno ospedaliero.

Ambiti Prado: chirurgia, maternità e malattie croniche
Il dispositivo non funziona in modo uniforme. Ogni ambito ha le proprie regole di inclusione e coinvolge professionisti della salute diversi.
- Maternità: le madri che escono dalla maternità possono beneficiare di un follow-up da parte di una levatrice a casa. I pacchetti postnatali (SF16,5 / SF12) vengono realizzati fino al dodicesimo giorno dopo il parto, coperti dai diritti della madre.
- Chirurgia: inizialmente limitato all’ortopedia nel 2012, il settore chirurgico è stato generalizzato a tutte le interventi nel 2016. Un infermiere libero professionista o un fisioterapista garantisce il follow-up a seconda della natura dell’operazione.
- Insufficienza cardiaca: i pazienti in stadio avanzato (NYHA III e IV) beneficiano di un protocollo strutturato di sedute infermieristiche a domicilio, una alla settimana per due mesi, poi una ogni due settimane per quattro mesi, per un massimo di quindici sedute valutate AMI 5,8.
- BPCO (bronchite cronica ostruttiva): proposto dal 2015 ai pazienti ospedalizzati per un’esacerbazione, questo percorso prevede un follow-up respiratorio coordinato con il medico curante.
- ICTUS e AIT: i pazienti ospedalizzati per un ictus o un attacco ischemico transitorio possono essere inclusi, con un’assistenza multidisciplinare a domicilio.
Il settore geriatrico aggiunge una sfumatura raramente menzionata. I pazienti di 75 anni e oltre sono idonei indipendentemente dalla causa dell’ospedalizzazione, e non solo nell’ambito degli ambiti elencati sopra. Questo approccio per età amplia il perimetro del dispositivo per le persone anziane.
Protocollo insufficienza cardiaca: un follow-up infermieristico strutturato
Il percorso Prado insufficienza cardiaca merita un’attenzione particolare perché illustra il livello di strutturazione del dispositivo. L’infermiere libero professionista che interviene deve aver seguito una formazione specifica per il monitoraggio dell’insufficienza cardiaca.
Ogni seduta include la misurazione del peso, il controllo della pressione, la valutazione dei segni di scompenso (edemi, mancanza di respiro) e un punto sulla compliance al trattamento. Un resoconto deve essere inviato al medico curante entro 48 ore dalla visita.
Questo protocollo non si limita a un monitoraggio passivo. L’infermiere partecipa all’educazione terapeutica del paziente: riconoscimento dei segnali di allerta, gestione della dieta iposodica, adattamento dell’attività fisica. La valutazione AMI 5,8 per seduta integra questa dimensione educativa, a condizione che siano rispettate le regole di accumulo delle valutazioni.
Svolgimento concreto del ritorno a casa con Prado
Il processo si attiva durante l’ospedalizzazione, non dopo. Un consulente dell’Assicurazione malattia si reca al capezzale del paziente per presentargli il dispositivo e raccogliere il suo consenso. Il paziente rimane libero di rifiutare.
Se il paziente accetta, il consulente contatta i professionisti della salute liberi scelti dal paziente (medico curante, infermiere, levatrice, fisioterapista). Un primo appuntamento viene organizzato nei giorni successivi alla dimissione, talvolta già il giorno dopo.
Il medico curante riceve una notifica e gli elementi della cartella clinica necessari per la continuità delle cure. Questa coordinazione mira a evitare le interruzioni del percorso, in particolare le ri-ospedalizzazioni precoci legate a un follow-up insufficiente nei primi giorni.

Strutture partecipanti al programma Prado
Il dispiegamento di Prado rimane progressivo. Tutte le strutture sanitarie non offrono ancora questo servizio. La copertura dipende dai contratti firmati tra gli ospedali, le cliniche e le casse primarie di assicurazione malattia locali.
Per sapere se una struttura partecipa al programma, il modo più diretto è interrogare il personale sanitario durante l’ospedalizzazione. Il servizio sociale dell’ospedale o il coordinatore infermieristico del servizio possono confermare la disponibilità del dispositivo.
Il programma riguarda sia gli assicurati del regime generale che quelli di alcuni regimi speciali. L’Enim (marittimi) e la CRPCEN (notai) hanno integrato Prado per i loro affiliati e i diritti di più di 18 anni.
La gratuità del servizio per il paziente è un punto da tenere a mente. Prado non comporta alcun costo aggiuntivo: le cure fornite a domicilio sono coperte nell’ambito abituale dell’Assicurazione malattia, con applicazione del pagamento diretto quando il professionista della salute lo pratica. Il dispositivo non sostituisce un’ospedalizzazione a domicilio (HAD), che risponde a situazioni mediche più gravi, ma colma il vuoto tra la dimissione dall’ospedale e il ripristino di un follow-up autonomo in città.